Si parla spesso della magia del creare, dell’ispirazione e del talento. Vediamo mostre, concerti e libri di successo, ma cosa succede dietro le quinte? Cosa significa davvero “vivere d’arte”? Ho trascorso anni cercando di capirlo, tra sogni a occhi aperti, concerti in cui mi emoziono già alla prima nota e il costante dilemma: seguire la mia passione o cercare un lavoro “vero”?
In realtà, non ho mai dubitato nemmeno per un secondo del legame che ho con la mia arte, perché ne fa semplicemente parte. Mi piace definirla “un organo vitale” e proprio per questo sarà sempre una costante della mia vita.
Voglio condividere la realtà dell’artista, fatta di ostacoli e fallimenti, ma anche di piccole e grandi vittorie. Ti racconterò la mia storia, ma anche quella di altri artisti che, come me, affrontano le sfide di un mestiere spesso sottovalutato.
Preparati a conoscere le vite di persone che ti appassioneranno con le loro testimonianze.
Questo sarà un viaggio sincero e senza filtri nel mondo di chi, ogni giorno, sceglie l’arte come stile di vita. Spero che questo spazio possa essere un punto di riferimento per chi sogna di farlo o per chi vuole semplicemente capire cosa si nasconde dietro un capolavoro.
TI REGALO UN PO’ DI ME…
Avevo appena otto anni quando iniziai a suonare la chitarra. Non ne avevo mai presa in mano una e non sapevo ancora che quel giorno sarebbe iniziata la storia d’amore dove il “per sempre” esiste davvero.
Io e la musica siamo migliori amiche. Mi piace definire la chitarra la mia fedele compagna di gioie e dolori, perché è sempre stata il mio rifugio… un porto sicuro dove trovo conforto immediato, paragonabile a un abbraccio della mamma o della persona che per te rappresenta “casa”.
La storia di una bambina che ha trovato la sua voce

Era estate e mi trovavo in uno di quei centri estivi in cui proprio non volevo stare. Mi metteva a disagio dover partecipare a giochi che trovavo stupidi e imbarazzanti. Forse ero io la bambina strana, perché tutti gli altri erano così divertiti e compiaciuti che la cosa mi infastidiva molto. Non sono mai stata la classica bambina da parco giochi. Non parlavo con le bambole e non le trattavo come amiche; mi limitavo a tagliar loro i capelli e a trasformarle da Barbie in una specie di oscenità che, senza motivo, mi divertiva molto.
Ero una bambina talmente timida che non parlavo con nessuno al di fuori della mia famiglia e, anche in quei casi, mi limitavo a rispondere con un sorriso. Poi ho notato che continuavano a farmi domande alle quali non volevo rispondere. A dire il vero, non rispondevo nemmeno a un semplice “come ti chiami?”.
Dopo qualche anno, i miei genitori mi portarono da una persona che cercò, in modo fallimentare, di capirmi e di scoprire il motivo della mia timidezza. Ma quel “mutismo selettivo”, come lo chiamano gli esperti, morì il giorno in cui, in quel tanto da me odiato centro estivo, conobbi la mia chitarra.
Ho voluto raccontarvi questa breve storia di una Carlotta timida e strana per farvi capire quanto la musica mi abbia salvata e mi salvi ogni giorno. Ho iniziato a prendere lezioni, studiando per giorni interi quello che il mio Maestro mi insegnava. Tornavo a casa e, senza nemmeno sfilare la giacca, iniziavo a suonare. Era diventata una dipendenza, qualcosa che, se non fai, ti fa sentire male dentro.
Qualche anno dopo, ho iniziato a tirare fuori la voce, prendendo lezioni di canto per fare compagnia alla mia chitarra, e così la voce e la musica sono diventate un tutt’uno. Piano piano, anche la scrittura si è fatta avanti: ho scritto le mie prime canzoni e non ho mai più dubitato di volermi fermare.
Tutto questo è la mia Arte. Il mio Atelier è formato da tutto questo e da tante emozioni che non saprei esprimere se non attraverso di essa. Ma tu che mi stai leggendo, sicuramente mi puoi comprendere.
Ti ringrazio perché se stai leggendo queste prossime parole, sei arrivato fino alla fine di questo mio primo post.
Tocca a te!
Ti ho aperto la porta del mio Atelier, ma ora dimmi:
…Qual è la tua Arte?
Che cosa rappresenta nella vita per te? Raccontami come ti salva, come ti aiuta a sopravvivere in un mondo in cui ancore certe, non ne abbiamo.
Ti aspetto nel mio prossimo post che sarà solo l’inizio di un viaggio tra Atelier d’emozioni e racconti speciali che coinvolgeranno persone che ti racconteranno la loro storia.
Un abbraccio, mio caro lettore.
Sempre con sincerità,
Carlotta

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